Senza Filtro A.I.P.M

 “Catarro, vino c'o carro”
 “Catarrh, wine with the cart (non fa rima però)”

Cuore di cane

“Lo sai chi sono? Sono un cane. Non ho un nome, ma mi chiamano randagio; forse perché non ho una casa e vado in giro senza meta. Non ho un padrone e nessuno mi cerca. Se mi avvicino all’uomo per una carezza lui non capisce e mi allontana a calci.”

Questa è la storia di tanti cani abbandonati per futili motivi, per mancanza di civiltà, per l’egoismo dell’uomo che, con tutta la sua cultura, usa e getta via tutto ciò che non gli serve più. Per natura ogni essere vivente, come diceva Darwin, si adatta all’ambiente per sopravvivere, così questi animali per nutrirsi, diventano abili a cercarsi il cibo tra i rifiuti. Si uniscono in branchi per sentirsi più forti e sicuri. E’ impossibile controllare la loro riproduzione per cui il loro numero aumenta in modo vertiginoso. Inoltre, il più delle volte alcuni di loro sono portatori di malattie che trasmettono inevitabilmente a tutto il gruppo, mettendo così a rischio anche l’incolumità dell’uomo che dinanzi a questo problema, invece di trovare una soluzione adeguata, non fa altro che lamentarsi.

Ora secondo me, la soluzione non sta nell’abbattimento dell’animale, ma nell’educare l’uomo a rispettare ogni essere vivente e in modo particolare, il cane, eterno amico dell’uomo. Non permettiamo più a persone senza scrupoli di lasciare per le strade del mondo questi animali, soli e spaventati, affinché il noto proverbio “Ciò che semini raccogli” non trovi terreno fertile e non si attivi in “Semini cani e raccogli cani”.