Senza Filtro A.I.P.M

 “'E spade stann' appese e 'e foderi cumbattono”
 “The swords are hanging while sleeves the are fighting”

COMUNICATO N.1 – E’noto. E’ chiaro

E’ noto che mentre noi siamo seduti in macchina, ospitati da una delle tante pseudo-colline di San Martino (V.C.), parlando di cose di nessuna rilevanza pratica, il mondo sotto & sopra & dentro & intorno a noi gira, o si muove se proprio non vuol girare, – fa qualcosa insomma.

Comunque, vista di sera e dall’alto, la Valle Caudina non dà certo l’idea di un pulsante dinamismo caotico ma sembra invitare ad una calma respirazione e ad un lento rilassamento: noi ringraziamo e accettiamo l’invito, del resto non abbiamo scelta. Così nascono teorie di ogni genere, anche su argomenti molto diversi, ma che vanno comunque suddivise in: ‘quelle transitorie’, che al momento ti colpiscono e poi le dimentichi – o anche quelle che al momento non ti colpiscono e poi le dimentichi lo stesso -, e ‘quelle permanenti’, che ti imp(r)egnano il cervello (inutilmente?), per giorni … mesi … anni (è da notare che per l’ultimo caso è previsto il ricovero).

In breve ci si limita a cazzeggiare mentre buona parte del mondo lavora (N.B. non abbiamo nessun senso di colpa). Questo perché? Perché se fossimo nati qualche parallelo (o meridiano – non li distinguo da tempo ormai -) più su, alla nostra età avremmo un lavoro, una settimana con cinque giorni del tipo: alzati / lavati / lavora / mangiucchia / lavora / ri-mangiucchia / poi fai quello che cazzo vuoi ma ‘domani sii puntuale! / quindi dormi… e sabato sera: lavati / vai dal barbiere / fatti pulire il viso da uno stronzo (mai quanto te che vai da lui) che ti frega 30.000 lire – ma cosa t’importa, lavori! – / làmpadati / vai in discoteca / fatti e sbattiti perché te lo meriti / cerca la casa al ritorno / se vuoi vomita o partecipa alle stragi del sabato sera se ti gusta / quindi dormi.
Tutto ciò appartiene al transitorio; e ciò che segue mi impregna la mente.

Siamo poveri, siamo figli di una terra povera e destinata a rimanere tale a lungo (sigh!). Una terra povera che non dà frutti: le coscienze sono assopite, le montagne le abbracciano ed il vento le culla. Ci stiamo convincendo che viviamo in un bel posto (‘l’importante è crederci’) ma intanto è sempre più forte l’esigenza di un altrove: chi in un modo chi in un altro fugge da questa realtà, senza sapere spesso il perchè della fuga. ‘Qui non si può stare, beato (a) te che stai a Napoli’, ‘Beato te che stai a Milano’ non sapendo che con i soldi in tasca si sta bene ovunque e che senza soldi sò cazzi. Sporco materialista! Certo, e allora?
E allora visto che magari qualcuno si scandalizza e rabbrividisce di fronte al nostro gretto materialismo e considera i soldi qualcosa di sporco, qualcosa che corrompe, etc. etc., consigliamo di depositare tutta la materia cartacea e metallica emessa spudoratamente dalla Zecca di Stato che infastidisce lor signori, presso il Centro Sociale, dove noi, successivamente (ovvero 1 secondo dopo il vostro deposito onde evitare che frequentatori del centro possano essere contagiati dalle psico-radiazioni nocive emesse dal danaro) preleveremo. Vi liberate da un inutile fardello favorendo il nostro ed il vostro raggiungimento della felicità.
Thank you! non so cosa ho voluto dire ma ricorda: il tempo perso per leggere queste righe non lo riavrai mai più.

Densamente spopolata è la felicità…