Senza Filtro A.I.P.M

 “Catarro, vino c'o carro”
 “Catarrh, wine with the cart (non fa rima però)”

Tiriamo fuori il futuro!

I nostri sono paesi o se preferiamo, la nostra è un’unica piccola città creduta moderna solo perché ogni gusto già divulgato è stato eluso dagli arredamenti, così come abbiamo già da tempo fatto per le facciate delle case. Qui non possiamo più segnalare nessuna traccia di tradizione, nessun residuo di superstizione; la morale, la lingua, i credi sono ridotti alle loro più semplici e qualunquistiche espressioni. Le nostre migliaia di persone sembrano non avere più nessuna voglia di conoscersi: studiano, lavorano ed invecchiano in un modo così uguale, che il corso della vita deve essere parecchio più corto di quello che una qualsivoglia statistica riscontra per i popoli del continente.
Dalla finestra vedo solo persone immobili, ferme, statiche; non c’è nessuno che avanza, anche se soltanto in cose da poco.

Il futuro non viene da solo, bisogna rincorrerlo, acchiapparlo, afferrarlo per la coda e non lasciarselo scappare, semmai scalarlo fino alla testa. Il futuro non è una principessa da sognare: chi va in estasi per un mandolino che geme, chi si appisola su comode poltrone, chi non resiste alla pressione domestica, non è ancora pronto per il futuro. Il futuro ha bisogno di guerre, e questo ce lo insegna il passato, non di quelle di mitraglia, ma di guerre quotidiane contro tutto quello che ci spinge all’inerzia.

Ieri, Cervinara 1997, Andrea, vent’anni, già un uomo di mezza età. Un giorno mi disse di voler andar via; partì per Milano e lì si accorse di essere vecchio, vecchio come la musica che ascoltava, vecchio come i libri che leggeva, vecchio come la pittura che guardava, vecchio perché vissuto in un posto creduto moderno.

Ehi, allora, a quando qualcosa di più nuovo? Quando saremo capaci di scaraventare fuori dalla finestra tutto il vecchio ciarpame? Quando saremo capaci di prendere a schiaffi il nostro sempre più arcaico gusto corrente? Ora è il momento di scuoterci, il momento di togliere via l’abito polveroso di questi nostri giorni, adesso è il momento: tiriamo fuori il futuro!