Senza Filtro A.I.P.M

 “Naso 'e cane, culo 'e femmena e mano 'e barbiere so' sempe friddi”
 “Dog's nose, woman's ass and barber's hand are always cold”

Cronaca!?!

Ore 02:00 del mattino, notte qualunque, seduto al bancone di un pub. Guardavo il fondo di bottiglia della mia quinta birra; pensiero: “Cazzo, che vita merdosa”.

Ore 02:05, stessa notte qualunque, sempre seduto al bancone dello stesso pub. Guardavo quasi negli occhi la sesta bottiglia di birra della serata; pensiero: “Che vita di merda, cazzo!”.

Ore 02:15 della stessa merdosa notte, esco dal pub, lancio la mia ormai vuota compagna contro un innocente palo, il rumore del suo infrangersi mi scuote da un torpore mentale che ultimamente era quasi abitudinario; pensiero: “Lasciare anche per un momento questa valle di merda”.

Salgo velocemente in macchina, giro le chiavi, e lascio che sia lei a decidere dove andare. Circa mezzora dopo mi rendo conto di essere su una strada buia, mai fatta prima di allora; pensiero: “Mio Dio, mi sono perso in un luogo così piccolo? Impossibile!”

Mi metto alla ricerca di un qualsiasi punto di riferimento, una qualsiasi cosa che possa farmi capire dove mi trovo, niente. Quando ad un tratto penso: “Cazzo, ma è quello che volevo, andare via in un posto qualsiasi, e questo è proprio un posto qualsiasi”.

Scendo dall’auto, mi guardo attorno e niente, o più precisamente, niente di distinto, solo leggerissime ombre, era visibile solo la strada già percorsa, che per non so quale motivo era quasi iridescente, ed i pochi metri illuminati dai fari dinanzi all’auto.

La notte aveva assorbito tutte le luci, ma anche tutti i suoni, iniziavo a provare una certa ansia. Decido di camminare, avevo voglia di scoprire cosa c’era oltre la strada illuminata dai fari, pensando che i miei occhi si potessero abituare al buio, riuscendo così a vedere qualcosa in più.

Dopo aver percorso una ventina di metri, mi voltai verso la macchina, ed i fari erano due luci fievolissime che sembravano distare chilometri. Sentii la strada contorcersi sotto i miei piedi, pensai di essere finito in una pozza di fango, guardando a terra non riuscivo a distinguere quasi niente; pensiero: “Il buio non è mai stato così buio””. Mi abbassai e toccai il suolo con la mano, la sensazione al tatto fu stranissima, mi sembrò di toccare un liquido densissimo che non bagnava le mani, ma la cosa strana era, che questo sembrava avesse una vita propria, e che si modificasse ad ogni istante, tentando di prendere una forma predefinita. Preso da un fortissimo impulso strinsi la mano e scappai via, salii in macchina, girai e seguii quella strana striscia iridescente. Non so quanto tempo passò, ma mi sembrava di guidare da sempre ed alla fine penso di essermi addormentato.

Ore 02:45, stessa notte, mi sveglio di soprassalto, mi guardo attorno disorientato, sono nella mia macchina, ancora parcheggiata davanti al solito pub. Ero stato risvegliato dalle grida di una rissa che stava svolgendosi di fronte; pensiero: “Cazzo, che sogno!”.

Avvio l’auto e torno a casa, entro in camera e mi spoglio, gettando via le scarpe, ne fuoriesce qualcosa. Era una sfera nera come il buio, la prendo, ed è fatta del materiale della strada del sogno; pensiero: “Ma in che posto sono stato?”

Ore 03:30, stessa notte, letto di casa mia; ultimo pensiero: “luogo o non-luogo, l’importante è esserci stato!”.

(Una notte qualsiasi, in una valle qualsiasi, di un qualsiasi universo.)