Senza Filtro A.I.P.M

 “Viecchio è chi more prima”
 “Oldest is who dies before”

Noterelle sparse e disperse

Qualcuno ci ha fatto notare che c’è una specie di “scollamento” tra SenzaFiltro e la benedetta realtà locale in cui questo foglio vive e vegeta. Ci hanno detto che questi ultimi due o tre numeri sono diversi, più difficili e oscuri rispetto ai primi. Ce l’hanno detto con sincero dispiacere. Il rimprovero era grosso modo questo: voi avete delle buone capacità, però le sprecate perché vi perdete in astrazioni e cose che potete capire solo tra voi due o tre che fate il giornale. Non lo mettete al servizio delle altre persone questo giornale e quindi la maggior parte della gente non si identifica in quello che voi dite semplicemente perché non riesce a capirvi, non perché gli state antipatici. E allora facciamo qualche considerazione.

Questa campagna elettorale ha assunto toni molto battaglieri ma non ci si scontra sui contenuti e sulle cose da fare concretamente. Lo abbiamo visto martedì 17 su CDS e all’incontro con l’Azione Cattolica di domenica 15 che, sebbene animato dalle più buone intenzioni, si è risolto con un nulla di concreto: un inutile palcoscenico. So che è legittimo, ma secondo me è inutile spaziare su tutti i punti caldi della situazione cervinarese: disoccupazione, criminalità, chiesa del Carmine, comune, prefabbricati, case popolari, questione fiscale, piano regolatore, trasparenza, fognature, palazzetto dello sport, sanità, immondizia, non si risolve niente: troppo casino e si strumentalizzano problemi reali in favore della propaganda: si fa il gioco di chi non dice altro che: io ho fatto questo e se non ho potuto fare quest’altro, la colpa non è mia, ma di qualcun altro.

Noi di Senza Filtro avevamo organizzato un incontro con i candidati a sindaco più due persone che secondo loro potevano essere un punto di riferimento per incarichi di assessorato alla cultura, politiche giovanili e sociali. Poi per varie ragioni che non c’entrano con l’organizzazione e su cui è bene sorvolare, l’incontro non si è fatto più.

Il Centro Sociale e Culturale Impronte era nato per essere un punto d’incontro tra le varie energie, ma alla fine non dispone più nemmeno di una sede: la mancanza di un minimo aiuto concreto e i troppi problemi organizzativi ci hanno impedito di lavorare come avremmo voluto e dovuto. Interlocutori nell’amministrazione? Nessuno. Ringrazio ancora il sindaco uscente che subito ci mise a disposizione la struttura, ma in due anni ha fatto solo questo. Non c’è stato un solo aiuto concreto, neanche il minimo contributo economico per sistemarci, e non abbiamo chiesto che lo stretto necessario. La cosa più urgente era mettere delle sbarre alle finestre, come potevamo lasciare qualsiasi attrezzatura in una struttura completamente esposta ai ladri e ai vandali?

E’ stato questo uno dei motivi principali per cui alla fine ci siamo dovuti arrendere, non potevamo lasciare niente altrimenti non l’avremmo più trovato. E infatti il sindaco ci ha mandato quest’estate la Comunità Montana che ci ha combinato il Centro una schifezza, è sparito qualche scaffale, quel po’ di arredamento che c’era è diventato completamente inutilizzabile. Poi ci hanno staccato per la seconda volta la luce. Il comune la prima volta si era impegnato a pagare le bollette, ma non ne ha pagata nemmeno una: ha fatto solo la voltura. Prima pagava l’ASL. E c’è stata gente che si è scandalizzata perché dicevano che noi viaggiavamo a spese della collettività. Se si fossero informati meglio, si sarebbero risparmiati questo grande dolore. E intanto sono 4 mesi che il centro è senza luce. Se prima ci si poteva anche andare a passare una serata, adesso neanche più quello.

Per cui è evidente che finora le istituzioni, il comune, sono state assenti, hanno completamente ignorato le esigenze sociali e culturali di una fascia giovanile numerosa, anche se qualcuno avrebbe perfino il coraggio di affermare il contrario, ma le cose ormai stanno così: i problemi alla fine ci hanno soffocato, il centro è in agonia, e le esigenze e le aspirazioni dei giovani sono finite nel cesso.

Tanto per fare un esempio, avrete tutti notato che l’ultima sagra della castagna è stata un completo successo. Perché è potuto accadere questo? Perché alle spalle avevamo un’organizzazione motivata, preparata, il GAL Partenio, che ci ha procurato tutto quello di cui avevamo bisogno, ed è venuta sul campo ad aiutarci concretamente, a lavorare, tutte cose che dal comune di Cervinara non si sono mai materializzate, quand’anche non ci sono stati intoppi e problemi che ci hanno complicato le cose. Per inciso, se la manifestazione avesse dovuto contare sulla sola partecipazione dei cervinaresi, sarebbe fallita miseramente. Questo perché c’è disinteresse. Per cui non dovete farcene una colpa se nei nostri “pezzi” non parliamo di Cervinara e zone vicine, quando invece ci sarebbero tante cose da dire.

E’ un tipo di approccio diverso: non è che ce ne freghiamo, però se ci limitiamo a parlare dei nostri paesi, finiamo col dire sempre le stesse cose e i problemi rimangono gli stessi perché non c’è un riscontro da parte di chi istituzionalmente dovrebbe renderci la vita più facile. Così è logico e naturale cercare una via di fuga, distaccarsi da questa ignobile realtà paesana, assecondando anche un naturale processo di identificazione in modelli e realtà diverse, altre situazioni sociali e culturali: la TV, i libri, Internet, cinema, e concentrare le energie in questo senso, non organizzando rassegne cinematografiche che poi vengono disertate.

Però questo non impedisce a chiunque voglia intervenire sui problemi e le questioni della nostra realtà locale, di partecipare. Mandateci i vostri interventi e magari ne possiamo parlare. Seriamente.