Senza Filtro A.I.P.M

 “Ciento nienti accirettero 'o ciuccio”
 “Hundred nothing killed the donkey”

Esperimenti di sogno

“LA MOSCA E’ UNA CREATURA ENIGMATICA E AMMIREVOLE COME UNA FATA”
cortometraggio sull’importanza della vita

Scena 1- Una lunga scalinata di un borgo, anche se risulta chiaro da alcuni elementi moderni che non siamo nel Medio Evo –

Est. Giorno – Riprese in bianco e nero come in tutto il resto del film.
Campo lungo. La macchina da presa ad inquadratura fissa. Una strada piuttosto antica, due ragazzi scendono alcune scale e si vede che stanno parlando, il ragazzo 1 gesticola con l’amico, l’amico lo ascolta ma tace. Il ragazzo 2 ha un’aria poco ricettiva nel discorso come se non riuscisse a capire ciò che l’amico gli dice.
Dissolvenza in bianco, sullo schermo compare una poesia:

Ci siamo riversati l’una nell’altro
come specchi liquefatti e sciolti nel tempo,
come vergini galatee,
giacenti fra i rottami di una distilleria
ricoperte di lacrime luccicanti di ferro,
la mia Artemide metallica,
mescolanza di sangue sacrificale e transistor polverosi.
Quante volte si riflettono gli specchi negli specchi?
Quante volte i tuoi occhi si rifletteranno nei miei occhi?
E i tuoi riccioli,
acrocoro, mirto e rovo
terminali di un cervello elettronico,
vivo più di mille altri cuori di vivi.
Argentea e trasparente pelle di luna ti regalerò.

Scena 2- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno –

Contro dissolvenza in bianco. Figura intera. La macchina da presa ad inquadratura fissa. I due ragazzi si sono seduti su di un gradino e guardano in due direzioni opposte. Sono entrambi interessati ad altro. Alle loro spalle, all’interno di un arco c’è una figura mascherata e con un lungo abito bianco e una posa statuaria. Nessuno dei due sembra farci caso. Davanti ad essa ci sono alcuni pezzi di legno.
10 secondi di silenzio.

RAGAZZO 1
Non è così. Almeno per me non lo è mai stato.

Scena 3- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno.-

La scena è identica alla precedente, la posizione della macchina da presa pure, anche gli attori hanno la stessa posizione, solo che ora si guardano.

RAGAZZO 1
L’ho incontrata quando siamo andati a visitare un convento sconsacrato. Io guardavo gli affreschi e poi c’era lei dietro la colonna, una colonna. Aveva una camicia a giro manica e aveva delle braccia molli e piene.

Il ragazzo 1 si alza, come preso da qualche sua fantasticheria e si mette a camminare, l’altro ragazzo assume sempre un’aria di incomprensione, ma continua a tacere e rimane seduto con la testa tra le mani.

Stacco

Scena 4-Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno.

I ragazzi stanno spalle al muro, fra loro due si trova una porta aperta, all’interno di essa, sul pavimento, gironzolano due scolaretti grufolando come maiali.

RAGAZZO 1
E poi mi dici chi sei?

Di colpo l’audio scompare ma il ragazzo continua a parlare.
Poi il ragazzo tace ma l’audio riprende e si sente solo il ronzare del silenzio.
Il ragazzo 2 continua a mantenere l’aria di incomprensione.
I due ragazzi ricominciano a camminare ma la telecamera non li segue.

Stacco

Scena 5- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno.

I ragazzi camminano e la telecamera li segue, anche se essa sembra muoversi a scatti.
I due, ripresi a Piano medio, passano davanti ad una porta aperta, la telecamera si sofferma sulla porta. All’interno un uomo vestito con giacca e cravatta e con una fascia tricolore fra i capelli bacia una zolla di terra, ma questa si sgretola e cade sul pavimento.
L’uomo mostra una delusione infantile, come quella di un bambino che ha rotto i giocattoli.
La camera zooma sulle briciole di terra.

Stacco

Scena 6- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno

Campo medio. La camera e fissa davanti ad una porta dentro la quale due uomini venerano un maiale distesi sul pavimento.
Siamo tornati indietro a livello spaziale rispetto alla scena precedente.
Nella scena fanno ingresso i due ragazzi che camminano, il ragazzo 1 si ferma di colpo e si rivolge all’altro.

RAGAZZO 1
Quando uscimmo una sera non potevo smettere di guardare la carne.
E’ una cosa normale, credo.
Non so hai mai visto la carne delle sua guance com’è rosa.
Dopo le ho morso le labbra.

Stacco

Scena 7- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno.
In dettaglio gli occhi del ragazzo l.
Gli occhi del ragazzo hanno un’aria minacciosa, satanica e perversa.
Zoomata all’indietro fino a che il ragazzo non entra a figura intera nel campo.

Stacco

Scena 8- Scalinata di un borgo antico – Est. Giorno.

Ripresa a Campo medio di una porta in cui si muovono dei pesci di legno come se fossero in un acquario.
Vengono mossi tramite fili trasparenti.

Stacco.

Scena 9- Scalinata di un borgo antico -Est. Giorno –

I due ragazzi sono seduti davanti ad una porta aperta, di spalle alla telecamera.
Nella porta un uomo vestito con giacca e cravatta sta seduto di spalle, di fronte ad esso c’è una scatola e all’interno di essa c’è un gatto morto impiccato.

RAGAZZO 1
E poi pian piano l’ho convinta ad amarmi fisicamente.
Era un continuo spingerla verso un estrema sensualità.
Un percorso fatto di morsi.
Di lividi di sangue sotto la pelle. Lei era restia, le ragazze hanno ancora molti pregiudizi rispetto a queste cose.
Ma poi una sera mi ha lasciato fare.
Ho iniziato a morderle le gambe e a staccarne la pelle a morsi e lei ha iniziato a gemere.
Non sono stato affatto rapido, anche lei ha avuto il suo piacere.
Ne ho spolpato le gambe e lei continuava a godere.
Poi ne ho staccato le dita e le ho masticate ad una ad una.
Poi mi ha chiesto di finire e quando l’ho morsa sul collo e un fiotto di sangue ha riempito il
suo corpo, siamo arrivati insieme.

La camera zooma sull’uomo nella porta escludendo i due ragazzi, l’uomo inizia a battere le mani. 10 secondi su questa immagine, poi dissolvenza in bianco e titoli di coda.

Infine, anziché la parola “Fine”, uscirà la parola “Inizio”.