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La tv che non c’è

Ciao ragazzi, qui è José che vi scrive in diretta dall’Apollo 14, la mia navicella dove c’è proprio tutto: la radio, il tostapane, il radar, la lavatrice, il computer e tanti altri strumenti indispensabili per navigare nello spazio.
Purtroppo non c’è il televisore perché‚ da queste parti il canone costa troppo. E così la sera, prendo la mia telecamera e mi faccio un po’ di televisione da solo. Così, per farmi compagnia. La lascio fluttuare in assenza di gravità e mi intervisto come se fossi l’ospite di un talk-show in seconda serata.

Il bello è che ho tutto il tempo che voglio e posso dire tante cose nella mia televisione che non c’è. Posso parlare di argomenti che interessano moltissimo agli ascoltatori, perché‚ tanto ci sono solo io dall’altra parte del teleschermo. Ed ogni sera riesco a fare il 100% di share! E non mi interrompo mai finché‚ non ho finito il discorso perché‚ non è educato verso me stesso.

Nella mia televisione che non c’è, non invito quegli ospiti che vengono solo per parlare dei loro libri o del loro ultimo film, perché‚ se stai là in TV, sarà perché‚ hai qualcosa di importante da dire alla gente. E la gente se ne accorge se sei venuto solo per farti gli affari tuoi. Perché‚ gli ascoltatori della mia televisione che non c’è sono gente sveglia, che sente la radio ed è abituata a dar peso alle parole. Mi piace molto la mia televisione. Non si urla, tutti sono educati e non si cerca l’argomento ad effetto solo per fare ascolto. Certo a volte non sono d’accordo con quello che dico, ma almeno lo dico fino in fondo e posso giudicarmi meglio ed immaginare che cosa avrei detto io se fossi stato al mio posto.
E alla fine, quando il talk-show è finito, io sono contento perché‚ sono riuscito a comunicare qualcosa, che sia giusto o sbagliato lo decide chi mi ha seguito fino in fondo, che di solito è molto più intelligente di me.

La mia televisione che non c’è ha un solo problema: spesso mi confondo e non so più se sono l’ospite o l’ascoltatore.
Quando sono a casa, sulla terra, non mi sbaglio. Se sono l’ospite mi demoralizzo. Se sono l’ascoltatore mi addormento.